Si è svolto ieri a Roma il secondo public hearing sulle nuove proposte di regolamentazione in materia di operazioni con parti correlate.
L'incontro, al quale ha partecipato - tra il pubblico - anche il Presidente CARDIA, ha riunito i rappresentanti di numerose associazioni (su tutte Assonime, ABI e Confindustria) e molti operatori del settore.
In seguito alla presentazione della nuova proposta di regolamento sulle operazioni con parti correlate - argomento spinoso e meritevole di grande attenzione da parte dei piccoli azionisti - è seguito un interessante dibattito. Numerosi i punti critici sollevati, dei quali la Consob, nelle future proposte di regolamentazione, dovrà a nostro avviso tenere conto: dallo scarso peso attribuito ai consiglieri indipendenti eletti dalla minoranza alla complessità ridondante del nuovo regolamento, fino alla troppa discrezionalità concessa alle Società, che rischia di rendere innefficaci le innovazioni normative in questione.
Sulla sponda opposta si sono schierati in blocco i rappresentanti delle società quotate, che hanno richiesto a gran voce un'autonomia ancora maggiore.
E così la Consob, anche in questo caso (si veda in proposito la vicenda transparency, c.fr ns.
Fieg vs Europa 4-0 ), viene a trovarsi in una posizione scomoda, tra l'incudine della necessaria evoluzione normativa ed il martello delle Società, che si battono e si batteranno ancora per limare il regolamento, edulcorarlo, depotenziarlo.
Il rischio è che, dopo anni di consultazioni, ne venga fuori il solito pasticciaccio brutto, spogliato delle migliorie normative più significative, confuso, ridondante ed impreciso, che lascia adito a dubbi e, quindi, ampia libertà d'interpretazione. Spazi di manovra nei quali le Società quotate, ci scommettiamo, non vedono l'ora di tuffarsi a bomba.
Come sbrogliare la matassa? Assumendosi le proprie responsabilità. Giusto chiedere il parere di chi il nuovo regolamento lo dovrà recepire, sbagliato offrir loro il ventre molle, concedendo di partecipare attivamente alla scrittura dello stesso. Spetta alla Consob, e solo ad essa, il compito di redigere il regolamento applicando le innovazioni normative nel modo più ampio, a tutela non delle società, quanto degli azionisti di minoranza, degli investitori, del mercato insomma.
Vedremo se la lezione "transparency" ha lasciato il segno in Via Martini.