Martedì 07 Luglio 2009 12:46
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Sono molte le matricole che, spaventate dal calo del titolo nel 2008, hanno colto l’occasione per sparire dal mercato.

Negli ultimi 18 mesi sono state infatti 16 le Opa finalizzate al delisting del titolo. Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di aziende di media capitalizzazione e dal basso flottante, controllate saldamente da un proprietario poco avvezzo alle turbolenze di mercato. E fu così che l’euforia dilagante del 2006-2007 lasciò il posto al panico della recessione.

Non è bello, certo, assistere inermi al crollo del mercato ed al calo, a doppia cifra, del titolo. Ancor meno lo è per chi, di quelle aziende, possiede quote di maggioranza assoluta.

Lor signori, però, rispetto ai soci di minoranza una scappatoia ce l’hanno. Una via di fuga della quale, nel 2008, ci si è avvalsi senza remore: il delisting.

In questo modo i proprietari, dopo aver quotato la propria azienda, ricomprano le quote dagli azionisti di minoranza fino a possederne nuovamente il 100%. Dove sta il vantaggio? Nel fatto che, in tempi di crisi come questi, l’Opa per mezzo della quale vengono riacquistati i titoli dal mercato è nettamente più bassa dell’Ipo di collocamento. Con buona pace dei piccoli azionisti, che in caso di mancata adesione si ritroverebbero in mano titoli senza mercato dalla difficile liquidazione.

Un esempio calzante: Marazzi. La ditta di piastrelle è sbarcata nel mercato nel 2006, con un’ipo da 10,25 € ad azione ed è uscita di scena nel luglio 2008, con un’opa da 7,15€. Il piccolo azionista che aveva aderito all’ipo è stato perciò costretto a vendere il proprio investimento al 20% in meno del suo valore iniziale. Costretto, perché contro le Opa finalizzate al delisting c’è ben poco da fare: l’alternativa è trovarsi con un pugno di mosche in mano, lo sanno anche i fondi, chi non ha la maggioranza in questo caso contapoco-niente, tanto vale mettersi il cuore in pace e vendere prima che sia troppo tardi.

E così, dunque, è stato nel 2008 per i piccoli azionisti di Cremonini – beffati a pochi giorni dal delisting dall’annuncio di dati positivi e dell’intenzione di una nuova quotazione del settore carne nei prossimi tempi – di Navigazione Montanari, di Anima Sgr e Negri Bossi, di Jolly Hotels e Banca Credito di Firenze, di Sirti e di Polynt, di Guala Closures, Ducati, Banca Popolare di Intra e Linificio, di Smurfit ed Immobiare Lombarda.

Ma l’ondata non si è fermata. Fonti di stampa parlano di possibili delisting, nei prossimi mesi, di altre quotate. Su tutte Seat Pagine Gialle – da mesi nell’occhio del ciclone per le numerose operazioni sul capitale – Safilo e Permasteelisa. Staremo a vedere, con una mano già sul portafogli.

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