Tali disposizioni, che vanno ad integrare i recenti interventi che attribuiscono all’organizzazione un ruolo centrale nella definizione delle strategie aziendali e nella gestione dei rischi, mirano a perseguire alcuni fondamentali obiettivi:
Tra articoli e norme di varia natura, il punto 4) ha solleticato il nostro interesse, in quanto chiama direttamente in causa gli azionisti degli istituti di credito, quotati e non.
Esso stabilisce, infatti, che dal 30 giugno 2009 – data di entrata in vigore delle “Disposizioni” – sarà l’Assemblea dei Soci ad approvare le politiche di remunerazione a favore dei Consiglieri di Amministrazione, dei dipendenti o dei collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato.
Agli azionisti, dunque, spetterà il compito di definire i tanto chiacchierati compensi di Presidenti, Amministratori Delegati, Direttori Generali e top manager delle banche italiane.
Alla luce della responsabilità ora attribuita ai soci, un onore/onere da svolgere con competenza, la nostra ricerca ha analizzato nel dettaglio gli emolumenti distribuiti, nell’esercizio 2008, agli Amministratori delle Banche quotate in Borsa, comparandoli col patrimonio e gli utili prodotti dalla società, evidenziando gli eccessi e le anomalie, al fine di tracciare una linea guida che possa contribuire a dar vita ad un dibattito proficuo e circostanziato tra azionisti e vertici delle banche quotate.
Cosa ne è emerso? Ecco il “monte stipendi” delle banche quotate.
| Società (dati in euro) | Emolumenti CdA | N° CdA |
| Banca Carige | 2.555.000 | 18 |
| Banca Finnat Euramerica | 1.582.000 | 15 |
| Banca Generali | 2.838.000 | 11 |
| Banca Ifis | 2.092.000 | 8 |
| Banca Intermobiliare | 1.314.000 | 11 |
| Banca Italease | 2.215.000 | 12 |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 2.766.000 | 10 |
| Banca Popolare dell'Emilia Romagna | 4.929.000 | 21 |
| Banca Popolare dell’Etruria e Lazio | 1.713.000 | 15 |
| Banca Popolare di Milano | 3.485.000 | 20 |
| Banca Popolare di Sondrio | 1.515.000 | 17 |
| Banca Popolare di Spoleto | 1.186.000 | 13 |
| Banca Profilo | 2.307.000 | 10 |
| Banco Desio | 4.132.000 | 11 |
| Banco di Sardegna | 776.000 | 15 |
| Banco Popolare | 10.771.000 | 29 |
| Credito Artigiano | 1.782.000 | 12 |
| Credito Bergamasco | 2.315.000 | 19 |
| Credito Emiliano | 1.099.000 | 14 |
| Credito Valtellinese | 2.888.000 | 15 |
| Intesa Sanpaolo | 13.195.000 | 32 |
| Iw Bank | 1.592.000 | 12 |
| Mediobanca (al 31/06/08) | 20.048.000 | 27 |
| Unicredit | 8.643.000 | 24 |
Non sono poche le banche che si distinguono per una gestione “disinvolta” degli emolumenti dei soggetti apicali, in certi casi incompatibili con quei principi di meritocrazia e sostenibilità più volte richiamati.
Nel 2008 – anno di crisi profonda per tutto il sistema creditizio – certe banche quotate hanno distribuito ai propri consiglieri fino al 35% dell’utile netto. Altre, pur con bilanci in profondo rosso, hanno distribuito centinaia di migliaia di euro in bonus straordinari. Altre ancora sono arrivate a destinare ai membri dei Consigli di Amministrazione oltre il 2% dell’intero patrimonio consolidato.
E' venuto a delinearsi, insomma, uno scenario variegato ed a tratti contraddittorio, sul quale è auspicabile un confronto fra azionisti e top manager. Al fine di verificare, concretamente, la validità e la sostenibilità di certe politiche remunerative.
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