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FIAT in rosso, incentivi alle stelle PDF Stampa
giovedì 18 febbraio 2010
Non statali, ma privati. Sono destinati ai top manager e li pagano gli azionisti
 
Più che rosea, oggi la situazione della FIAT è rossa, nel senso che l'esercizio 2009 si è chiuso con una perdita consolidata di 848 milioni di euro.
 
Non accadeva dal 2004. La crisi ha reso il mercato dell'auto un inferno, ed il 2010, senza incentivi statali, non promette nulla di buono.
 
Proprio alla luce della situazione attuale e futura, riteniamo importante rimarcare due fatti.
 
Punto 1. Nonostante la perdita consolidata, il CdA di Fiat ha deciso di distribuire agli azionisti un dividendo. E' il più basso dal 2000, ma è pure sempre un dividendo: 0,17€ alle ordinarie, 0,325€ alle risparmio e 0,31€ alle privilegiate. Cifre che, moltiplicate per il numero delle azioni in circolazione, comporteranno un esborso per le casse Fiat di circa 237 milioni.
Sommati al passivo di cui sopra, significano un impoverimento per le casse del gruppo di oltre un miliardo di euro. Marchionne ha affermato che tale scelta riflette la convinzione che Fiat "ha la capacità di continuare a generare utili". Ce lo auguriamo,  ma le ad oggi le previsioni sul 2010 non lasciano spazio all'euforia.
 
Punto 2. Proprio ieri il CdA ha approvato alcune importanti modifiche al piano di incentivi. Niente aiuti statali, per carità. Qui si parla di incentivi ai top manager.  Che - giustamente - in tempi di crisi hanno bisogno di essere lautamente retribuiti per sentirsi coinvolti, per allineare i loro "interessi a quelli degli azionisti" (così riferisce il comunicato Fiat qui allegato).
 
Lo scorso anno l'assemblea degli azionisti aveva approvato un piano di incentivi per complessivi 8 milioni di diritti, due per l'A.d. e massimo sei per tutti gli altri.
Ad ogni diritto corrisponde un'azione, che Marchionne ed i top manager Fiat avrebbero potuto ricevere se e solo se negli esercizi 2009 e 2010 i beneficiari non avessero lasciato l'azienda, e contemporaneamente fossero stati conseguiti determinati obiettivi. Quali che siano, il comunicato non lo dice.
 
Ci dice, però, che ieri il CdA ha deciso di cambiare il piano di incentivazione, mutandone la duratta, l'importo ed il merito.  L'ammontare complessivo arriverà a 12 milioni di diritti, mentre il periodo di riferimento è esteso all'esercizio 2011.
 
Di questi 12 milioni, un terzo (4 milioni di diritti, al valore di borsa attuale circa 33 milioni di euro) maturerano indipendentemente dall'andamento della Fiat nel prossimo triennio: basterà rimanere in azienda fino al 2011 per beneficiarne. Due milioni di diritti andranno all'Amministratore Delegato, gli altri due ai manager.
 
Rimanesse tale il valore delle azioni (circa 8€, ma nel 2007 aveva superato i 20) l'A.D. Fiat incasserebbe - oltre ad un compenso fisso che nel 2008 era stato di 3,4 milioni - circa 16 milioni di bonus. Solamente per aver deciso di restare in Fiat. Nel bene o, perchè no, anche nel male.
 
Un privilegio raro, specie in questi tempi di sbandierata austerity politically correct.
C'era forse il rischio che Capitan Marchionne puntasse a nuovi lidi, abbandonando la barca in piena tempesta?
 
 

 
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