Lunedì 03 Novembre 2008 11:35
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L'attenzione per il Decreto 231/01 è sempre viva. Ecco gli ultimi sviluppi...

Da un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore il 22 ottobre scorso scopriamo che l’attenzione sull’effettiva applicazione del Decreto Legislativo 231/01, questione da noi sollevata già nei primi mesi del 2008 (cf.r.: Il D.Lgs. 231-01 e le società quotate... quanti dolori ), è sempre viva. E, a sette anni di distanza dall’entrata in vigore, comincia a preoccupare seriamente gli amministratori che fino ad oggi avevano accolto le disposizioni in esso indicate con sufficienza o, peggio, disinteresse.

Nell’articolo di Giovanni Negri si cita la sentenza del Tribunale di Milano, VIII Sezione civile, n.1774 del 2008, con la quale i giudici hanno sanzionato per “mala gestio l’amministratore che non aveva adottato i modelli previsti dal decreto 231”.

Il capo d’accusa per la società, di cui l’articolo non menziona il nome, era la realizzazione di un sistema di fondi neri per finanziare attività illecite. La mancanza di un Modello Organizzativo ha sancito la colpevolezza della società.

L’Amministratore Delegato ed il Presidente sono stati quindi puniti perché “avrebbero potuto tranquillamente sollecitare l’organo amministrativo per approvare le delibere necessarie per l’introduzione dei modelli. Non l’hanno fatto e non hanno neppure motivato in maniera convincente la propria volontà di non procedere”.

Ed è proprio qui che si apre un nuovo, preoccupante scenario.

Perché, nello svolgimento di un nostro studio (vedi: Il D.Lgs. 231-01 e le società quotate... quanti dolori ), alla nostra richiesta di visionare i loro modelli organizzativi parecchie società quotate ci hanno dato risposte negative, alcune replicando con distacco di non averlo nemmeno adottato.

Risposte che, anche alla luce di questa sentenza, paiono sempre più sconcertanti e preoccupanti, giacché coinvolgono l’operato di società quotate in Borsa, i cui riflessi di un’eventuale sentenza sfavorevole inevitabilmente si ripercuoterebbero sul valore del titolo, ovvero sulle tasche degli ignari azionisti.

Abbiamo scelto di pubblicarne qualcuna, ricordando che il D.lgs. 231/01 ha valore retroattivo (per intenderci, l’adozione del modello nel 2008 non esime dalla responsabilità per reati commessi dal 2003 in poi).

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FULLSIX, 03 aprile 2008: “Quanto alle Sue richieste, Le ricordiamo che la società non è tenuta ad adottare le normative da Lei richiamate in quanto non appartenente al segmento STAR”.

MAFFEI, 03 aprile 2008: “Quanto alle Sue richieste pervenuteci via fax, di cui all’oggetto, siamo a precisarle che l’emittente Maffei SpA: 1) non ha adottato il modello organizzativo previsto dalle Legge 231/01 in quanto non obbligatorio per gli emittenti quotati al segmento Standard come è il caso di Maffei SpA. La direzione sta tuttavia valutando l’opportunità di applicarlo in futuro. 2) non ha ancora redatto un “Codice Etico”.

NOVA RE, 02 aprile 2008: “In riscontro al Suo fax, siamo a comunicarLe che la società non dispone ancora dei documenti da Lei richiesti in quanto, allo stato, non ancora obbligatori ai sensi della normativa vigente”.

FILATURA DI POLLONE, 06 marzo 2008: “In merito alla Sua richiesta di documentazione, La informiamo che per il momento la società non ha adottato il modello organizzativo per l’attuazione della legge 231/01 e quindi nemmeno il codice etico (attualmente facoltativo e non obbligatorio). La tematica dei “modelli di controllo” previsti dal D.Lgs. 231/01 è già stata affrontata con il Collegio Sindacale, ma per ora non sono state prese decisioni in merito”.

MONTEFIBRE, 17 marzo 2008: “Le comunico che, in relazione alla Sua richiesta del 6 marzo u.s., Montefibre non ha, a tutt’oggi, approvato un “Modello Organizzativo”, avendo ritenuto che gli effettivi rischi per la Società, stante il complesso delle procedure interne previsti dal D.Lgs. 231/01 siano minimi. Montefibre, tramite l’Amministratore incaricato per il Controllo Interno ed i Preposti interni, verifica comunque annualmente se, anche alla luce dell’introduzione di nuove fattispecie di reati, vi sia la necessità di adottare un “Modello Organizzativo” e un Organo di Vigilanza”.

PREMUDA, 07 marzo 2008: “Con riferimento al vostro fax odierno Vi precisiamo che la nostra Società non ha un codice etico né ha adottato un modello organizzativo ex 231/2001”.

RGI, 26 marzo 2008: “Colgo l’occasione per rispondere in merito al fax ricevuto in data 07/03/08 relativo al codice etico e al modello organizzativo per l’attuazione delal legge 231/01, i suddetti non sono ancora stati adottati”.

RICHARD GINORI, 09 marzo 2008: “In riferimento alla Sua richiesta di documentazione societaria datata 8 marzo 2008, in considerazione del fatto che l’adozione del modello 231/01 è obbligatoria solo per le società del segmento STAR e che Richard Ginori sta attraversando un processo di riorganizzazione conseguente al cambiamento del socio di riferimento, la Società sta focalizzando la propria attenzione su altre priorità”.

 

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