Tutto merito del calo del costo del carburante. Il principe saudita, che controlla tramite MERIDIANA il 46,1% della compagnia aerea milanese, ha infatti ritenuto che, col petrolio tornato vicino ai 100 $ al barile, non fosse più necessario procedere ad un aumento di capitale – in azioni, scindibile, destinato in opzione ai soci – del tenore di quello proposto dal Consiglio di Amministrazione.
Ha proposto così di abbassare il tetto massimo, da 55 a 44 milioni di Euro, riducendo di fatto i propri oneri nell’operazione.
E’ singolare che fosse stato proprio l’incalzante costo del petrolio a motivare questo nuovo aumento di capitale – il secondo nel 2008 – costringendo il CdA a rivedere al ribasso anche il piano industriale della Società. Visti i cali del brent degli ultimi mesi, il socio di maggioranza ha pensato di riconsiderare nuovamente la situazione, questa volta in positivo. Ma cosa succederà se il petrolio risalirà nuovamentea a quota 140$?
La conclusione della semestrale 2008, approvata il 29 agosto scorso, ci ricorda che non è proprio il caso di lasciarsi trasportare dal facile ottimismo.
“In tale contesto di incertezza” – scrive il Presidente Lorenzo CAPRIO – “il presupposto della continuità aziendale dipende dal fatto che (i) si realizzino le assunzioni adottate nella predisposizione del Piano Industriale relativamente all’andamento di talune variabili non controllabili (segnatamente il costo del carburante, l’andamento dei tassi di interesse, l’andamento del tasso di cambio Euro / Dollaro, il fattore di riempimento degli aeromobili, nonché il livello dei ricavi medi) e (ii) si perfezioni la sottoscrizione da parte del mercato almeno nella misura prevista dal Piano Industriale (comprensiva dell’impegno di sottoscrizione già assunto da Meridiana) o che, in alternativa a ciò, si perfezioni un’eventuale operazione di cessione dell’immobile sociale a condizioni che consentano il reperimento delle ulteriori risorse finanziarie, necessarie nella misura prevista dal Piano Industriale 2008/2012.
Infatti, come meglio descritto nel paragrafo 3.2.6 delle note illustrative, il mancato realizzo delle soprammenzionate condizioni determinerebbe il mancato rispetto dei covenants previsti dal contratto di finanziamento da Euro 15 milioni con conseguente possibilità che gli istituti finanziatori" - Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnl, n.d.r. - "esercitino il diritto di rimborso immediato dello stesso, determinando situazioni di squilibrio finanziario che, in assenza di azioni correttive ad oggi non previste nel Piano Industriale 2008-2012, sarebbero tali da far venir meno il presupposto di continuità aziendale sulla base del quale è redatto il bilancio semestrale abbreviato al 30 giugno 2008. Il venir meno del presupposto della continuità aziendale determinerebbe l’incapacità della Società di realizzare le proprie attività, e in particolare i crediti per imposte anticipate, e soddisfare le proprie passività nel normale corso della gestione, a valori corrispondenti a quelli iscritti nel bilancio semestrale abbreviato al 30 giugno 2008”.
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