Chi, tra i vertici di Banca Popolare di Milano, pensava di risolvere il contratto dell’ex DG Fabrizio VIOLA in modo consensuale, con una stretta di mano, una frase di rito ed un sorriso tirato, si sbagliava di grosso.
Evidentemente non conosceva la risorse del manager milanese, che messo alla porta avrebbe tirato fuori dal cilindro un addendum contrattuale controfirmato dal presidente Roberto MAZZOTTA – al quale Viola è profondamente legato. Una copertura speciale che ora consentirebbe a Viola di richiedere alla Banca una buonuscita di circa 4,5 mln/euro (fonte: Milano Finanza).
Cifra di tutto rispetto a suggello di una collaborazione mai idilliaca, che sempre per “Milano Finanza” avrebbe toccato i minimi con l’acquisizione, fortemente caldeggiata da Viola in persona, di quasi il 30% di ANIMA Sgr, partecipazione il cui valore è sceso di ben 100 milioni in un anno.
Col suo colpo di coda, Viola avrebbe dunque messo in castagna il management di BPM, costretto ad assecondare la sua richiesta.
Oltre al danno, la beffa: c’è già chi parla di un possibile ingresso di Viola nella concorrente BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA. Ovviamente come direttore generale.