Martedì 10 Giugno 2008 10:52
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Continuano gli avvicendamenti ai vertici di SEAT PAGINE GIALLE, ma il titolo non accenna a frenare la sua corsa al ribasso. Dopo la nomina di Massimo CASTELLI, ieri è stata la volta di Massimo CRISTOFORI, indicato dall'A.D. MAIOCCHI quale nuovo CFO della società.

Nonostante la calda accoglienza (leggi qui il comunicato), il mercato non sembra apprezzare ed il titolo, per la prima volta nella sua storia, è sceso al di sotto della soglia psicologica del decimo di euro, toccando attualmente quota 0,0907 €.

E pensare che, nemmeno due anni fa, le agenzie di rating ed i quotidiani dicevano un gran bene della società di directory, parlando di ampi margini di crescita e di valorizzazione del titolo.  

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Moody's alza il rating di Seat Pagine Gialle

27.06.2006
 
- Migliora il corporate rating a BA3 da B1 con giudizio di stabilità 
- Sale a B" da B£ il rating del debito subordinato

Migliora il rating di Moody's nei confronti di Seat Pagine Gialle, che oggi ha attribuito complessivamente un corporate rating di Ba3 da B1 con un giudizio di stabilità e ha alzato il rating relativo al debito subordinato da B3 a B2.

L'innalzamento dei rating da parte di Moody's testimonia la capacità di Seat PG di migliorare la gestione operativa e finanziaria e di generare costantemente elevati livelli di liquidità, che hanno permesso negli anni alla società di abbassare il livello di indebitamento riducendo il leverage a 5,7x nel 2005 da 6,4x nel 2004 e 6,9x nel 2003.

Moody's riconosce, inoltre, la forza di Seat nei mercati in cui opera, che la vede leader nel settore delle directories in Italia, in seconda posizione attraverso Thomson Directories in UK e in seconda posizione nel mercato della Directory Assistance in Germania.

Si ricorda, inoltre, che nei giorni scorsi anche Fitch Ratings si è aggiunta a Moody's e S&P nell'assegnare il merito di credito a Seat PG, attribuendo un rating di BB al debito senior e un rating di B+ al debito subordinato della società con un corporate rating di BB- e giudizio di stabilità.
 
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da Repubblica.it

DANIELA BRAIDI
Il mercato riscopre Seat, reduce da un lungo periodo di sottoperformance. La ristrutturazione del gruppo sta procedendo sulla giusta strada: aumento dei profitti e riduzione del maxi-debito. Intanto l´azienda lancia nuovi prodotti e servizi e profila qualche piccola acquisizione all´estero dove oggi la società genera il 25% del suo fatturato. Altri punti che giocano a favore per un ritorno di interesse per la società: la stabilità dell´azionariato, con i principali azionisti di Seat, un gruppo di società di private equity, che manterranno le loro partecipazioni per altri tre anni, almeno fino a metà del 2009; e la conferma delle stime per il 2006, che vedono un´accelerazione dei ricavi nel secondo semestre dell´anno, quello stagionalmente più forte per il gruppo, e un incremento della redditività.
A questo si aggiungono altre due novità arrivate la scorsa settimana: la cartolarizzazione dei crediti commerciali per un importo di euro 256 milioni e il lancio delle pagine gialle visuali. Il programma di cartolarizzazione ha l´obiettivo di ridurre e di ottimizzare il costo per interessi del debito, che è comunque coperto dal rischio aumento tassi fino al 2010, spiega l´azienda. Le pagine gialle visual sono invece un nuovo servizio, unico in Italia, realizzato insieme a Telespazio per la ricerca territoriale on line, capace di visualizzarne i risultati direttamente sulle foto del territorio permettendo così all´utente di ´passeggiare´ virtualmente lungo le vie della città prescelta attraverso percorsi personalizzati. Un progetto che "è una delle componenti del nostro piano industriale", ha spiegato l´a.d. Luca Malocchi, con l´obiettivo, ha aggiunto, di diventare "un´azienda eccellente nel nostro settore, quello dei multimedia".
Gli analisti non hanno ancora fatto i conti della ricaduta in termini contabili del nuovo progetto, ma le indicazioni nel complesso restano positive. Il gruppo è un forte generatore di cassa. Nel 2005 ha generato 300 milioni di free cash flow, destinati a diventare 355 nel 2006 e 409 nel 2007, stimano gli analisti di Cazenove, che hanno di recente portato da in-line a outperform la raccomandazione su Seat. Seat gode di una posizione di market leader sul mercato domestico con una quota del 90% nelle directoris su carta ed è la numero uno in Gran Bretagna con una quota di mercato del 14%. Una posizione difficilmente attaccabile considerando le elevate barriere all´ingresso. Più fragile, invece, la situazione sul fronte on line visto che i motori di ricerca su Internet stanno fornendo servizi di directories. Ciò potrebbe essere una minaccia nel lungo termine per Seat anche se la bassa penetrazione del Web in Italia riduce il rischio di perdita di quota di mercato della società, che dal mercato domestico degli elenchi genera il 60% dei suoi ricavi.
A rendere attraente Seat sono anche le quotazioni a sconto. A 12,8 volte gli utili 2006, il titolo quota a sconto del 15% rispetto alla media dei concorrenti pari a 15,2 volte. Dopo Eniro (12,1 volte), Seat risulta il titolo più conveniente in Europa nel comparto e presenta multipli comunque molto più bassi rispetto a quelli di Pages Janues (20,3 volte l´utile 2007), giustificati in questo caso dalla maggiore redditività della società francese - di recente messa in vendita da France Telecom – rispetto ai concorrenti europei, per la maggiore percentuale di ricavi (circa il 30%) generati da Internet (contro il 9% di Seat) oltre al maggiore dividend yield (3,4% contro l´19% di Seat nel 2006).
"La quotazione a sconto di Seat, spiega Cazenove, può in parte essere spiegata dal più basso profilo di crescita, ma crediamo che questo sia sovrastimato", dicono gli analisti che indicano un target di 0,44 euro per azione, contro una quotazione a 0,35 euro con un potenziale upside di oltre il 25%. Raccomandazione di acquisto arriva anche da Citigroup, che mantiene un target ancora più elevato, a 0,49 euro. "Crediamo che Seat rappresenti un´interessante storia di ristrutturazione nel settore europeo delle directories", dicono gli analisti che fondano il loro giudizio sulle buone azioni intraprese dalla società per ridurre il debito e aumentare i profitti. I rischi però non mancano: quelli specifici del settore, quelli finanziari e quelli del management.
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Col senno di poi, catastroficamente viene da chiederci a cosa servano le agenzie di rating e la stampa economica...
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