L’assemblea è luogo di confronto e, spesso, anche di scontro tra i soci ed i rappresentanti delle società, in cui partecipare ad accesi dibattiti tra i cosiddetti “piccoli azionisti” e gli amministratori non è fatto raro.
E’ il caso del Fondo Hermes FAME, che durante l’ultima assemblea degli azionisti di ITALMOBILIARE ha portato ai voti la proposta di conversione delle azioni di risparmio - poi bocciata - motivandola con una dura relazione che suona come uno schiaffo al CdA.
Nelle ventun pagine della sua relazione, qui allegata, il fondo si è scagliato a spada tratta contro il Consiglio di Amministrazione di ITALMOBILIARE SpA, imputandolo di scarso interesse per i diritti degli azionisti a tutto vantaggio dei soci di controllo.
Un affondo diretto alla famiglia PESENTI, che della Holding detiene la maggioranza tramite Efiparind BV, e che nel CdA è direttamente rappresentata dal Presidente Giampiero PESENTI e dal Direttore Generale Carlo PESENTI.
Estrapolando i passaggi più significativi, riportiamo qui di seguito la motivazione della proposta di conversione, secca e diretta: “…proponiamo all’assemblea la conversione volontaria delle azioni di risparmio in ordinarie, ritenendola nel migliore interesse della società. Ciò avrebbe, tra le varie conseguenze positive, quella di aumentare la liquidità dei titoli e di rimuovere varie distorsioni di corporate governance, dando uguale peso a tutti gli azionisti di minoranza (vale la pena di ricordare che le azioni di risparmio rappresentano oltre il 40% del capitale sociale e, pertanto, rappresentano gran parte delle minoranze azionarie. Il mantenimento della corrente struttura sembra indirizzato a finalità diverse dalla creazione di valore per gli azionisti, ma piuttosto al perseguimento di interessi privati dell’azionista di controllo”.
In altri passaggi l’attacco alla governance di Italcementi ed alla famiglia PESENTI in particolare, si fa ancora più serrato: “Il consigliere Delegato di Italmobiliare - Gianmpiero Pesenti, n.d.r. - è presidente di 2 CdA di società nel gruppo e membro di altri 4 CdA di società esterne al gruppo. Egli riveste al contempo la carica di Presidente e Consigliere Delegato, una pratica di corporate governance scoraggiata dalla grandissima maggioranza dei codici di regolamentazione del mondo. Egli è coadiuvato da un Direttore Generale - Carlo Pesenti, n.d.r. - il quale non solo è l’Amministratore Delegato di un’importante società industriale, ma è altresì membro di 6 CdA di società quotate (oltre a ricoprire altri incarichi in società non quotate). E’ per noi inammissibile che i vertici di una società di investimento con attività del valore di svariati miliardi di euro e attività in 22 paesi siano soggetti a così tante distrazioni e possano al tempo stesso gestire Italmobiliare e le sue controllate in modo da conseguire risultati ottimali e da mantenere livelli di rischio appropriati”.
E ancora: “nonostante i loro ruoli sostanzialmente part-time in Italmobiliare e Italcementi, il Presidente e il Direttore Generale assorbono insieme quasi l’80% di tutte le stock optino attualmente emesse di Italmobiliare e circa il 30% di quelle emesse da Italcementi”.
Infine, sempre sul ruolo dei PESENTI, la stoccata finale: “Noi crediamo che il CdA debba procedere ad una valutazione formale della performance dell’Amministratore Delegato e dimostrare che le nomine dei vertici aziendali, come pure le loro valutazioni successive, vengano effettuate strettamente sulla base di criteri meritocratici”.
Un attacco frontale di rara intensità, che può essere interpretato come il segnale dei tempi che cambiano: sta per finire l’epoca dei fondi che si limitano a votare contrario senza nemmeno motivare le loro decisioni. I CdA devono cominciare a tenerne il debito conto.
La lotta per la governance è cominciata.