Lunedì 26 Marzo 2007 01:00
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Un anno fa, a corollario del Bilancio Consolidato 2005, il CdA di STEFANEL scriveva: “Nell’esercizio appena concluso, pur operando in un mercato di riferimento ancora debole, il business Stefanel ha evidenziato segnali positivi sia sul fronte delle vendite che della marginalità e che si ritiene possano continuare anche nel corso del 2006.

Anche le controllate Hallhuber ed Interfashion hanno registrato dinamiche positive che giustificano l’aspettativa anche nel corrente esercizio di un favorevole andamento dei principali indicatori economico-finanziari.
Nel corso del 2005 la business unit Nuance ha avviato una profonda azione di analisi volta a permettere il miglioramento di importanti aspetti di natura sia organizzativa che commerciale, i cui primi positivi risultati dovrebbero emergere nel corso dell’anno.
In forza di quanto sopra indicato, per l’esercizio 2006 si conferma l’attesa di un miglioramento rispetto a quanto ottenuto nel 2005 sia dei risultati economici che della posizione finanziaria netta della capogruppo”.

Purtroppo la realtà ha smentito le rosee previsioni del Consiglio di Amministrazione dell’azienda veneta, che lo scorso febbraio ha presentato un Bilancio 2006 in perdita per 2.937,994 euro.

Dopo due esercizi utili consecutivi, la Società di Giuseppe STEFANEL torna dunque al passivo. Un segno meno che, a detta dello stesso CdA, è strettamente legato alla debacle di quelle business unit che avrebbero dovuto trainare la holding dell’abbigliamento negli anni a venire: “Nell’esercizio appena concluso, il business Stefanel ha evidenziato un andamento delle vendite e dei margini inferiori alle aspettative scontando gli effetti legati al riposizionamento del marchio e all’apertura di numerosi punti vendita che non andranno a regime prima di alcune stagioni. […] La business unit Hallhuber nel corso del 2006 ha evidenziato una dinamica relativamente debole che sta cercando di contrastare con una serie di attività finalizzate ad ottenere quei miglioramenti di performance in grado di riportarla sui livelli di crescita e redditività evidenziati sino al 2005. […] Nella seconda parte del 2006, le performance di Nuance hanno risentito dell’impatto derivante dalle misure restrittive introdotte in molti aeroporti che hanno di fatto vanificato i miglioramenti derivanti dalle numerose iniziative intraprese”.

L’incertezza e la preoccupazione traspaiono dalle previsioni del CdA, che mette in guardia gli azionisti affermando che “Il Gruppo Stefanel è in una fase di profondo cambiamento nel (nella, n.d.r.) quale si stanno ponendo le basi per il conseguimento di una strategia di crescita e miglioramento, che necessita però di un orizzonte temporale che va oltre il corrente esercizio”.
A proposito del quale, tuttavia, si prevede “[…] che la Capogruppo possa raggiungere un risultato netto positivo con indebitamento netto in leggero aumento”.

ESERCIZIO
ATTIVO (PASSIVO) in mln. di €
DIVIDENDO
2000/01
(9,8)
0,03 €
2001/02
(3,57)
0,06 €
2002/03
(1,66)
0,03 €
2003
(3,2)
0,03 €
2004
1,99
0,03 €
2005
10,38
0,04 €
2006
(2,93)
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Non bastassero le previsioni degli amministratori, un altro dato significativo contribuisce a minare ulteriormente la fiducia degli azionisti: la mancata distribuzione del dividendo.
Un fatto particolarmente eloquente poiché STEFANEL, negli ultimi cinque esercizi, si è sempre distinta positivamente in merito. Concedendo il dividendo ai propri azionisti anche in presenza di bilanci ben più negativi di quello 2006.

Come mai proprio quest’anno il CdA guidato da Giuseppe STEFANEL ha deciso di interrompere questa “pratica” tanto gradita dagli azionisti? Cosa dobbiamo aspettarci dal 2007? Altre nubi si dirigono minacciose verso Ponte di Piave?

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