Dopo anni ed anni di amicizia e buoni rapporti tra le due Società, la sorpresa arriva in zona Cesarini, cioè ieri: PRIMA INDUSTRIE torna velocemente sui suoi passi ed annulla la fusione con FIDIA.
La notizia ha destato parecchio stupore, dal momento che da anni gli amministratori delle due Società siedono in entrambi i Consigli di Amministratione, per cui si pensava che colpi di scena di queto tipo fossero altamente improbabili. Da mesi si sapeva che FIDIA sarebbe dovuta entrare in PRIMA INDUSTRIE, invece…
Non sarà mica che, dopo le battaglie dei grandi, vedi Bpl, Bpva, Abn Amro, anche i “piccoli” non vogliono essere da meno?
Già il 17 agosto avevamo chiesto a FIDIA la documentazione e le argomentazioni relative alla fusione, ma nulla ci è mai pervenuto. Ora cominciamo a sospettare le ragioni.
Ma la questione che più desta sospetti è: perché annunciare la cassata della fusione così tardi? Perché PRIMA INDUSTRIE ha negato la propria fiducia a FIDIA all’ultimo momento, dopo aver avuto mesi di tempo per effettuare le proprie perizie? E ancora, quanto sono costate queste perizie, che ora, con la decisione di annullare la fusione, non hanno più ragione di essere?