La soglia di dividento non si tocca.
I fondi che il 28 marzo scorso avevano proposto la modifica dell’art.26 dello statuto non hanno raggiunto il quorum sufficiente a costituire l’assemblea straordinaria, che dunque non si terrà nemmeno domani, in terza convocazione (qui il comunicato).
I soci proponenti, che rappresentavano il 12,0639% del capitale sociale, non sono dunque riusciti – negli ultimi due mesi - a trovare l’ulteriore 8%, in assenza del quale non è stato possibile raggiungere il quorum del 20% necessario per legge.
Decaduta, o perlomeno rinviata, la loro richiesta di innalzamento della soglia del 50% di utile distribuibile, proposta giustamente bocciata dal CdA di Collecchio: “Importanti impedimenti giuridici ostano all’assunzione in assemblea della delibera da essi richiesta: l’attuale articolo 26 dello statuto sociale, infatti, trae origine dall’obbligo espresso nella proposta di concordato sottoscritta dall’assuntore Parmalat SpA con conseguente suo obbligo a non modificarne il contenuto. Resta alla valutazione degli azionisti come procedere nell’assemblea straordinaria convocata”.
Risoluzione apprezzata anche dal mercato: dopo le perdite della scorsa settimana, il titolo oggi guadagna oltre il 2%.
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