L'inevitabile incompatibilità tra calcio e bilancio. Mentre gli aficionados juventini puntano alla terza stella, Borsa Italiana scuce la sua dalla casacca bianconera.
Con un comunicato di poche righe, Borsa Italiana ha annunciato che da domani il titolo Juventus sarà retrocesso dal segmento STAR, la serie A delle piccole-medie imprese quotate, al comune mercato MTA.
La decisione di Raffaele JERUSALMI, A.D. di Borsa Italiana, è motivata da un numero: 2447. E' il temuto - da ogni manager che si rispetti - articolo del codice civile che segnala la riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale e la necessaria ricapitalizzazione mediante assemblea. Operazione appunto annunciata pochi giorni fa dal Cda Juventus.
"Il segmento STAR" - scrive Juventus sul suo sito internet - è dedicato alle medie imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni e 1 miliardo di euro, che si impegnano a rispettare requisiti di eccellenza in termini di alta trasparenza ed alta vocazione comunicativa, di alta liquidità (35% minimo di flottante) e di Corporate Governance (l’insieme delle regole che determinano la gestione dell’azienda) allineata agli standard internazionali".
Requisiti venuti meno con la pesante perdita dell'esercizio 2010-2011. Un rosso di 95,4 milioni di euro, e la società che ha deciso di azzerare il capitale sociale e aumentare il prezzo delle azioni, scatenando la rabbia dei piccoli azionisti.
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Così la dirigenza si trova di fronte ad un bivio spigoloso: meglio la stella della Borsa o quella del campo? Accontentare i mercati (e l'azionista) o far gioire i tifosi?
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