FIN.PART, la dissestata holding della moda, attualmente presieduta da Gianni Mazzola, è sempre più in crisi. Si prospettano tempi duri per i circa 6000 obbligazionisti coinvolti, che presumibilmente non vedranno mai più l'intero capitale prestato alla finanziaria.
I recenti sviluppi fanno temere una sorte simile a quella toccata ai gruppi di Tanzi e Cragnotti. Un mese fa la procura milanese ha interrogato l'ex presidente, Gianluigi Facchini, indagato per insider trading, aggiotaggio e falso in bilancio. Alcuni giorni fa, la FIN.PART ha comunicato di aver intenzione di restituire soltanto una parte del prestito della sub-holding Cerruti, scaduto da quasi un anno, e di sostituire i restanti titoli scaduti con altri ancora validi.
La proposta ha aumentato il malumore degli obbligazionisti, che hanno istituito un Comitato, aperto un sito internet (www.bondcerruti.com) e convocato per il 3 maggio un assemblea all'Hotel Lloyd di Milano, in modo da poter definire un piano comune. Il 5 maggio la Società dovrebbe presentare il piano di salvataggio davanti al tribunale fallimentare.
Parmalat e Cirio sono in agguato dietro l'angolo.