Nel corso dell'assemblea che ha di fatto costituito la nuova società, svoltasi il 30 gennaio scorso, siamo stati colpiti da un particolare degno di menzione. Nell'attesa di approntare un preciso un piano industriale (non è chiaro sa se ce ne sarà mai uno, dicono che a questo tipo di società non serve), infatti, i nuovi proprietari non hanno perso tempo per ritoccare verso l'alto gli emolumenti dei nove consiglieri di amministrazione, tutti freschi di nomina.
Se ai tempi di DE BENEDETTI il loro stipendio lordo annuale ammontava ad 11.000 euro cadauno, infatti, adesso i consiglieri di DEA CAPITAL possono godere di ben 25.000 € all'anno, spese escluse. Si è da poco scritto dell'irrefrenabile escalation degli emolumenti (si veda "Stipendi dei CdA: piove sempre sul bagnato") ed ecco che la storia si ripete, con DEA CAPITAL che, al suo debutto sul mercato, si adegua al trend con un balzo in avanti del 127%.
Grazie a questo aumento, il costo del CdA passa da 99.000 a 225.000 euro annuali, che moltiplicato per tre esercizi fa 675.000 euro, contro i 297.000 della gestione DE BENEDETTI.
Auspichiamo vivamente che l'operato dei consiglieri valga un simile aumento, augurandoci nondimeno che pure i dipendenti della società possano godere di un simile ritocco salariale. Siamo o non siamo in democrazia?