l nove agosto scorso, con un comunicato stampa a dir poco improbabile (clicca
qui per leggerlo), la società INNOTECH, quotata alla Borsa di Milano sul mercato Expandi, ha reso noto l’avvenuto cambio di denominazione in CORNELL BHN SpA.
Nulla da obiettare, in teoria: il fondo Cornell Capital Partners/Bhn ha acquisito la quota di maggioranza della società, e si è riservato il diritto di cambiarne il nome.
Quel che fa specie, però, è che il cambio di denominazione sia divenuta prassi consolidata per la SpA di Via Dell’Orso.
Tutto ha inizio nel 1991, quando la società Broggi Izar, fabbrica di argenteria e posate, esce dal listino di Milano dopo 40 anni di permanenza. Entra in scena la Elios Holding, che dal 1998 al 2004 cambia ben cinque volte la propria sede sociale senza addurre motivazioni particolari. Da Corso Europa 22, Milano, nel 1999 si trasferisce in Corso Vittorio Emanuele 37/B. Nel 2000 si sposta in Foro Bonaparte 48 e nel 2001 in Via Porlezza 8, fino a stabilirsi in Via Dell’Orso 16, ove ancora risiede attualmente. Nella società di CORBA COLOMBO regna l’incertezza, parecchi soci se ne lamentano durante le frequenti assemblee straordinarie ed il titolo, a suon di accorpamenti ed aumenti di capitale, perde gran parte del proprio valore.
Nel 2004 la società cambia nuovamente nome e diviene INNOTECH SpA. Il risultato però è sempre lo stesso: bilanci in rosso e titolo che scivola sempre più in basso. La situazione è talmente allarmante da richiedere un attento esame della CONSOB, che proprio quest’anno ha impugnato i bilanci degli esercizi 2004 e 2005.
Il titolo diventa fortemente speculativo ed instabile, ed i malumori tra i soci di vecchia data abbondano, prova ne sono i tanti forum su Internet a riguardo (vedi
intopic.it o
finanzaonline.com ).
In ultimo, quest’estate, ecco l’entrata in scena della Cornell/Bhn, già nel consiglio di INNOTECH con Sandro COCCO, da maggio presidente della società di Via Dell’Orso. I nuovi soci di maggioranza propongono un piano di ristrutturazione del debito basato su accordi di saldo a stralcio, rinuncia agli interessi maturati e/o maturandi e/o riscadenzamento del debito finanziario del gruppo.
A questo punto, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Come reagirà il mercato? Come si muoveranno i nuovi soci nel medio-lungo periodo? Sono molti gli azionisti che si chiedono se dietro le recenti manovre ci sia la volontà di una vera e propria ristrutturazione, o solo l’ennesima azione speculativa.