Un articolo apparso due giorni fa su "Il Fatto Quotidiano" ha messo in subbiglio i palati fini del vecchio stivale. Paolo PANERAI, deus ex machina di CLASS EDITORI e C.I.A., nonchè direttore di Milano Finanza, sarebbe il proprietario del "Gambero Rosso".
In una lunga intervista Stefano Bonilli, fondatore del gruppo della nota rivista culinaria, racconta di aver ceduto nel 2006 le sue quote a Paolo Panerai, occultamente celato dall'attuale presidente Paolo CUCCIA. Il quale, già consigliere di amministrazione di C.I.A., fungerebbe ora da "testa di legno".
Perchè tanto mistero? Conflitto d'interessi: Panerai è proprietario di numerose aziende vinicole. E guarda un po', spesso e volentieri i suoi vini hanno ottenuto il "3 Bicchieri", il massimo riconoscimento che la rivista attribuisce ai vini di qualità.
Rocca di Frassinello. Feudi del Pisciotto. Castellare di Castellina. Sono queste le aziende vinicole di Paolo Panerai. Il quale, con orgoglio, ne rivendica in più occasioni la paternità, con l'ambito "3 Bicchieri" in primo piano.
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"Il Gambero Rosso, la bibbia del vino in Italia, già si delizia di queste “gocce complesse, balsamiche, addolcite da note di prugna e mora”, e assegna il voto più alto: tre bicchieri!", leggiamo su un articolo del tedesco Abendzeitung puntualmente riportato dal sito della Castellare.
Ed è lo stesso Paolo Panerai a firmare l'ultimo episodio della newsletter dell'azienda vinicola, "La lunga marcia in Cina", in cui un'ampia sezione è dedicata ai "riconoscimenti che i nostri vini hanno ottenuto sulle più importanti guide e riviste di settore italiane ed internazionali". Tra questi, "3 bicchieri" a "I Soldi di San Niccolò 2006", "Rocca di Frassinello 2008", "Nero d'Avola Versace 2008". Tutti vini made in Panerai.
A giudicare dalla mole di commenti in rete - cercate su Google "Gambero Rosso Panerai" - il popolo dei gourmet italiani non ha mandato giù l'amaro calice. Ne sentiremo ancora delle belle. Col conflitto d'interessi in Italia non si scherza.
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Ne sa qualcosa un altro Panerai, che di nome fa Luca ed è figlio di Paolo, ma è anche vice presidente di Class Editori ed amministratore delegato di C.I.A., le due aziende di famiglia quotate in Borsa.
Si dà il caso che nel lontano 2002 il Luca Panerai di cui sopra svolgesse uno stage di dodici mesi presso la redazione di "Panorama". Un'esperienza che ha lasciato il segno.
Merito - o colpa - di un articolo, "Hacker: difendi così il tuo pc" che il giovane giornalista scrisse sul periodico edito da Mondadori. Un testo infarcito di errori che costrinse l'editore ad una pronta ed ossequiosa rettifica (vedi a lato, fonte: Clarence).
Le castronerie furono talmente epocali da far nascere in suo onore la rubrica "Penne rubata all'agricoltura" su Clarence.com, tra i siti più frequentati in quel periodo.
Ma la storia non finisce qui. La rettifica dimentica qualcosa.
Nel suo articolo-cult il giovane Panerai si dilunga lodando le meraviglie dei server provider: "Per escludere anche questi rischi, e per ottimizzare la spesa per la sicurezza di un server aziendale [...] una soluzione, disponibile anche in Italia, si chiama Asp: Application service provider". "È un vero e proprio ufficio di intelligence che ospita un sofisticatissimo data-center (composto dai migliori computer sul mercato)". "In America l'Asp è una soluzione molto diffusa e adottata dalle maggiori banche d'affari e compagnie di assicurazioni o di credito. In Italia si sta lentamente affermando come soluzione nuova, anche se permangono resistenze per il timore che la riservatezza dei dati non sia garantita".
E nel gran finale, butta lì la conclusione: "Un'offerta seria di Asp e di sicurezza dei server la offre per esempio una giovane società partecipata da Telecom Italia, la Netesi".
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Netesi? Questo nome non è nuovo.
Inaspettatamente, la luce si accende grazie a Class Editori, l'azienda di famiglia, che deposita in Borsa i curriculum dei suoi amministratori.
Laddove leggiamo: "Luca Panerai, nato a Milano il 25 ottobre 1975, residente in Via Leopardi 6, laureato in filosofia con il massimo dei voti ha iniziato l'attività giornalistica a 19 anni a Class Editori e Panorama. E' stato socio fondatore di Netesi, la società internet poi acquistata da Telecom".
Ad un decennio di distanza, la storia si ripete?.