Lunedì 17 Gennaio 2011 12:03
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Parte l'avventura in Borsa di UAI Spa. E' un network, ma sono solo due alberghi.  Acquista, ma solo da chi si impegna a comprare. E tra i promotori spunta una coppia nota al mercato.

 

Prima ipo del 2011, domani Unione Alberghi Italiani verrà quotata sul mercato AIM.

Società parmense con sede in Milano, c.so Venezia 16, autodefinitasi "1° network italiano di city business hotel" (anche se per ora la rete è composta da un albergo a Parma ed uno a Spinetta Marengo, "sobborgo" di Alessandria), la neoquotata si presenta su internet dichiarando che punterà ad acquisire, entro i prossimi tre anni, altri 15-18 alberghi. Un moto espansionistico importante, testimoniato dal fatto che, se cerchiamo su google Unione Alberghi Italiani, la prima risposta utile è: "Sei interessato a vendere un albergo a Unione Alberghi Italiani?".

Ma perchè tanta fretta? Molti soldi in cassa ed altrettanta voglia di spenderli? Non esattamente.

Dal documento nominato Target Commerciale UAI apprendiamo innanzitutto che quanto letto sul sito - e su Milano Finanza - è impreciso. Obiettivo della società è infatti "realizzare un network di circa 15/20 strutture alberghiere nei prossimi 2/3 anni attraverso l’aggregazione (e non l’acquisizione) di strutture alberghiere omogenee".

Ancor più rilevante è quanto stabilito al punto D), la chiave di volta di tutta l'operazione: "l'acquisizione dell'immobilie/azienda alberghiera avverrà a fronte dell'impegno del venditore dell'assets di reinvestire il 40% del corrispettivo ricevuto dalla cessione nell'acquisto di azioni di nuova emissione UAI".

Ciò significa: vendere il proprio albergo al 60% del prezzo concordato, con la speranza di monetizzare il restante 40% in dividendi o plusvalenze del titolo.

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Anche sul prezzo è bene aprire una parentesi: UAI non ha alcuna intenzione di valutare l'immobile ai valori di mercato. Compreranno  in base ad un unico parametro: il "canone prodotto dalla gestione". E quindi - si legge nel documento - "affinché un hotel venga valutato Euro 8 milioni è necessario la relativa gestione che sia in grado di pagare a UAI un canone annuale pari a Euro 480 mila all’anno" (l'errore di sintassi è testuale). Vedremo quanti albergatori decideranno di entrare in partita. E nell'azionariato.

Intanto, leggendo l'ultimo bilancio, scopriamo che al 31 dicembre 2009 il risultato netto era negativo per 59.000 euro, il patrimonio netto di poco superiore ai 2 mln/euro e la posizione finanziaria netta in rosso di 3,33 milioni. Ovvero: "Il capitale immobilizzato è principalmente rappresentativo del primo immobile acquisito nel corso del 2009; parallelamente il peso della posizione finanziaria netta risente dell’indebitamento relativo all’acquisto dell’immobile stesso". Inoltre emerge che in tutto l'esercizio 2009 la società è riuscita ad acquisire un solo albergo - l'Hotel Arte di Parma - "richiedendo l’intera procedura di selezione, analisi, contrattazione e finanziamento tempi non certo brevi".

Le cose non sembrano migliorare con la semestrale 2010:  "la Società evidenzia una perdita netta di 105 mila euro, un margine operativo lordo positivo (Ebitda) per 117 mila euro. Il patrimonio netto è pari a 4.393 mila euro e la posizione finanziaria netta è negativa e pari a 5.373 mila euro". Per finire: "la società non ha dipendenti, ma si avvale unicamente dell'opera degli amministratori e di consulenti".

Ed a proposito di consulenti, ecco spuntare una coppia ben nota al mercato.

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Lui è Giovanni NATALI, grande esperto di IPO, che di recente lanciò e poi lasciò la quotata IKF Spa per "dedicare i propri sforzi alle attività di advisory della Natali & Partners s.r.l." (leggi il comunicato). Lei è la fida Corinna ZUR NEDDEN, a.d. della Natali & Partners, in ultimo Vice Presidente ed investor relator di IKF, dimessasi a fine novembre assieme a Natali per approdare alla nuova iniziativa.

Natali è l'amministratore delegato di ABROMOBILIARE, società con sede in Milano (stesso indirizzo di UAI) "advisor e socio fondatore di UAI con il 3%" (oggi divenuto 1,59%). Zur Nedden è la nuova investor relator della neoquotata.  Ora, dando un'occhiata al curriculum di Natali, è senz'altro un caso ma:

  • 1999 - CFO Mariella Burani, guida l'Ipo (oggi fallita)
  • 2001 - CFO Negri Bossi, guida l'Ipo (oggi delistata)
  • 2003 - CEO Compagnia Italiana Turismo (oggi commissariata)
  • 2004 - CEO di Toora (oggi in liquidazione)
  • 2006-2008 - CEO Investimenti e Sviluppo
  • 2007 - Vice Presidente Ies Mediterraneo, guida l'Ipo (oggi Meridie)
  • 2010 - Presidente Ikf, guida l'Ipo


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