In rotta col Consiglio di Amministrazione e le sue politiche di gestione della crisi, il Collegio Sindacale si dimette in blocco. Si salvi chi può.
Siamo alla seconda (o è l'ennesima?) stazione del calvario AICON.
Dopo l'Amministratore Delegato Salvatore CANDIDO, dimisosi per le profonde divergenze col Cda - cfr.ns. Gli ammutinati dell'AICON - tocca al Collegio Sindacale fare armi e bagagli.
Motivo, guarda un po', sempre il solito: l'incompatibilità con le decisioni del Consiglio di Amministrazione.
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Scrivono i Sindaci nella loro lettera: non sussistono più "le condizioni per condividere il percorso che gli amministratori intendono intraprendere, non essendo - a parere dei sindaci - concretamente realizzabile un concordato preventivo che non preveda alcun sostanziale sostegno esterno”.
La società minimizza, riferendo che il nuovo amministratore delegato Roberto ONESTI - mai come in questo caso ci si augura che nomen omen - "con la collaborazione degli uffici societari e dei consulenti incaricati" (sarebbe interessante sapere chi sono), "sta lavorando alla predisposizione del Piano di Risanamento Aziendale della Aicon Spa che prevederà il ricorso ad una procedura di Concordato Preventivo e con gli obiettivi prioritari del mantenimento della continuità aziendale e della salvaguardia delle competenze lavorative".
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Sindaci o Cda: a chi credere?
PS: è una domanda o una battuta?
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