Marco FERRARI, nuovo Presidente e Amministratore Delegato di FILATURA DI POLLONE, con lo scheletro dell'azienda (ex) biellese coronerà il suo sogno: la quotazione in Borsa.
Tutto ebbe inizio nel 2008, quando la HIRAM Spa, controllata dal GRUPPO ISTITUTO LIGURE MOBILIARE Spa, acquistò i primi quantitativi importanti di azioni. Filatura di Pollone era l'azienda giusta: l'azienda quotata con la più bassa capitalizzazione del listino (4 milioni). Per farla diventare il traghetto giusto per Piazza Affari, occorreva però smembrarne la pur risicata attività industriale: il tessile era un fardello che a Ferrari proprio non interessava.
E così, nel maggio 2009, cambia l'oggetto sociale, l'azienda diventa una holding e le attività tessili vengono conferite alla Filatura di Pollone Srl, interamente controllata dalla "nuova" holding ma destinata ad esser venduta agli ex proprietari MAFFEO. L'azienda quotata è ora una "scatola vuota" con un unico bene: la propria quotazione.
Così Ferrari, tramite Hiram, sale ancora, fino a raggiungere il 27,421% che significa maggioranza senza obbligo di Opa. La famiglia Maffeo resta comunque con un 9,384% in mano alla sorella dell'ex Amministratore Delegato: forse un escamotage per stoppare eventuali future liste di minoranza.
Con l'assemblea dei soci di ieri, Ferrari è dunque il nuovo plenipotenziario della società: trasferirà la sede a Genova e potrà finalmente vedere la sua "creatura" approdare a Piazza Affari.
Ed ora i molti azionisti di minoranza che non hanno aderito al recesso (Ferrari in assemblea l'ha giudicato un segnale positivo, ma con un prezzo di 0,4083€ era davvero difficile dire di sì) si chiedono: chi sono i nuovi proprietari? E quali saranno le loro prossime mosse?
Cominciamo dal chi. Il Curriculum di Ferrari è noto (
clicca per leggerlo).
Più interessante è conoscere la compagine dei soci rilevanti di ILM. Dall'
elenco soci apprendiamo che l'Istituto Ligure Mobiliare è controllato al 47% da Ferrari, seguito dai fratelli FOGNINI (padre e zio del tennista sanremese Fabio). Con loro altri esponenti della Liguria facoltosa, tra i quali Eugenio CONTINI e Fabio BENVENUTO (ora nel CdA di Filatura).
Cosa fa la società? ll sito internet ci informa che trattasi di "
una merchant bank orientata alle piccole e medie imprese". Tra le controllate -
qui il dettaglio - figurano la già citata Hiram Srl al 66,6% e la MULTINVEST SPA al 51%.
Proprietaria degli ex magazzini Standa sui quali sorgerà la futura "centrale a energia solare più grande d'Italia" (realizzata dalla controllata SOLUX sRL, inaugurazione prevista il prossimo Aprile), la Multinvest aveva, nel 2008, un patrimonio netto di 9,9 milioni, un capitale sociale di 1,4 milioni ed un risultato d'esercizio di 3,3 milioni. Proprio questa società - ha confermato a fine assemblea Ferrari - verrà conferita alla nuova Filatura come corrispettivo dell'aumento di capitale.
Eh si, perchè l'aumento di capitale è il primo passo già previsto. Il patrimonio di 5 milioni è troppo esiguo, ne servono almeno quaranta. Ma invece di usare il vil denaro, il socio di maggioranza ci metterà la sua azienda "più bella", attiva nel campo delle energie rinnovabili il cui 51% vale, a detta di Ferrari, circa 12 milioni di euro.
Un sistema, quello dell aumento di capitale sociale senza passaggio di denaro contante, già rodato. Scopriamo infatti dal bilancio 2008 di Hiram -
qui allegato - che nel 2008 il capitale di Hiram è aumentato di oltre 2,4 milioni di euro grazie all'incorporazione di Santena Srl, Janua Real Estate Srl, Immobiliare Valmadrera Srl e Pentalfa Srl. Come contropartita niente denaro, ma quote di Hiram Srl.
Di denaro sonante per l'aumento di capitale dovranno invece metterne, e parecchio, i soci di minoranza della nuova Filatura. Che poi tanto minoranza non sono e non saranno, visto che Ferrari ha detto e ribadito di non voler salire oltra la quota attuale del 27 e rotti. Tanto gli basta, oggi, per comandare e fare della ex azienda tessile biellese ciò che vorrà.